L’olio extravergine calabrese


L’olio extravergine calabrese

La Calabria è il secondo produttore nazionale di olio di oliva, coprendo circa un terzo della produzione nazionale. La particolare collocazione geografica della Calabria, estremo lembo della penisola Italica, fa sì che questa regione rappresenti un territorio olivicolo di estrema importanza.

La produzione di olio extravergine di oliva è prerogativa del sud Italia. La Puglia, Calabria e la Sicilia hanno un’incidenza nella produzione nazionale di oltre l’85% di tutto l’olio di oliva prodotto nel nostro paese, mentre la Toscana, malgrado il senso comune, compre solo il 2% della produzione nazionale.

L’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre 6 milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine. Il patrimonio olivicolo italiano è stimato in 150 milioni di piante distribuite su una superficie di 1.165.458.

Le cultivar calabresi

In Calabria, il patrimonio olivicolo è molto vasto, frutto della differenziazione, nel tempo, di almeno 33 cultivar di olivo differenti: Borgese, Carolea, Cassanese di Lauropoli, Cerchiara, Chianota, Ciciarello, Corniola di Villapiana, Razza, Dolce di Rossano, Fecciaro, Fidusa, Grossa di Cassano, Grossa di Gerace, Mafra di Cerchiara, Melitana, Miseo, Napoletana, Nostrana di Amendolara, Ottobratica, Pargolea, Pennulara, Perciasacchi, Policastrese, Pugliasca, Rezza, Roggianella, Santomauro, Sinopolese, Squillaciota, Tombarello, Tonda di Strongoli, Tondina, Zinrifarica. Ecco le più importanti.

Carolea

La Carolea viene coltivata in tutte e cinque le province anche se in quella di Catanzaro è la varietà predominante. La diffusione complessiva è stata valutata nell’ordine di 50.000 ettari. La pianta è assurgente di statura medio-alta. La resa di olio è mediamente del 20%. La Carolea come tutte le varietà antiche è costituita da una popolazione multiclonale, con differenze anche significative. La resa in olio varia dal 18 al 22% a seconda dell’epoca di raccolta.

Le produzioni sono abbondanti e sono destinate prevalentemente all’oleificazione nonostante le buone caratteristiche come oliva da mensa. L’epoca ottimale di raccolta varia da metà ottobre a tutto novembre per le olive destinate alla trasformazione, mentre deve essere anticipata per le olive da tavola.

Dolce di Rossano

La Dolce di Rossano è tipica della fascia ionica cosentina. La pianta è di notevole dimensione, con portamento assurgente; il frutto è piccolo (circa g 2-2,5) con una resa di circa il 18%.

Ottobratica

L’Ottobratica è una cultivar molto diffusa nella piana di Gioia Tauro. L’albero è di elevatissimo vigore con portamento assurgente; il frutto è piccolo con una resa di circa 16-18%. Alterna annate di grande produttività con annate quasi vuote. La resa in olio è media (17%), e raggiunge il massimo a fine dicembre. Le produzioni sono molto abbondanti ma comunque alternanti. L’epoca ottimale di raccolta è a fine ottobre inizi di novembre.

Sinopolese

La Sinopolese è diffusa nel Reggino. La pianta ha dimensioni gigantesche con portamento assurgente. Il frutto è piccolo(circa g 2,5), con una resa intorno al 17%;

Tondina (o Roggianella)

La Tondina o Roggianella è diffusa nella provincia di Cosenza. La pianta è abbastanza vigorosa. Il frutto è piccolo (circa g 2-2,5). La resa è abbastanza bassa, intorno al 15%.

Grossa di Cassano

La Grossa di Cassano è molto diffusa nella piana di Sibari in provincia di Cosenza e nella adiacente fascia collinare prepollinica. E’ stata introdotta anche in altre province dove ha dato ottimi risultati produttivi. La pianta è di tipo assurgente; il frutto è medio-grande(circa g 3) di colore nero brillante ed ha una buona resa di olio.

Tonda di Strongoli

La Tonda di Strongoli viene coltivata nella parte settentrionale della provincia di Crotone ed è presente sporadicamente in altri areali. L’albero è di modesta vigoria, ha un portamento assurgente-espanso e chioma mediamente folta. La resa media in olio raggiunge il 18%. produzioni unitarie sono medie ed alternanti. Le olive vengono quasi tutte olieficate, solo il 3% viene destinato al consumo diretto. L’epoca ottimale di raccolta è novembre inizio di dicembre.